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...Le pagine della nostra vita......Al centro del mondo... |
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September 25 The notebook
Le pagine della nostra vita
Chi sono io?E come finirà, mi chiedo, questa storia? Il sole è sorto e siedo accanto al vetro della finestra appannato dal fiato di una vita scivolata via.[...]Il termostato in camera mia è regolato sul livello massimo ed ho una piccola stufa piazzata proprio alle spalle.Sibila e geme e sputa aria calda come il drago di una favola, e tuttavia il mio corpo trema di freddo, un freddo di cui non riuscirò mai a liberarmi, un freddo che ha impegnato ttant'anni per consolidarsi. [...]Per i romantici questa è una storia d'amore; i cinici la definirebbero una tragedia.Nella mia mente è un pò tutt'e due le cose, e comunque si voglia interpretarne la fine, non cambia il fato che ha convolto una grande parte della mia esistenza dterminando la via da seguire.Non rimpiango tale scelta e i luoghi dove mi ha condotto; esistono altri rimpianti, quanto basta per riempire una tenda da circo; ma la via prescelta era quella giusta, non avrei potuto accettarne una diversa.Il tempo, purtroppo, non agevola il cammino.Il sentiero si allunga davanti a me diritto come sempre, ma ingombro di massi e di terriccio franoso accumulatosi nel corso di una vita.Fino a tre anni fa potevo ignorarli ma ora mi è impossibile.Un malessere percorre rullando tutto il mio corpo, mi mancano forze e salute e trascorro i giorni come un pallone dimenticato in un canto dopo una feste: inerte, grinzoso, e senpre più sgonfio.[...]Le infermiere mi vedono e ci sorridiamo scambiandoci saluti.Sono amiche mie e parliamo spesso, ma di certo si pongono domande su di me e su ciò che sopporto volontariamente ogni giorno.Le sento sussurrare mentre passo: "eccolo che ci va ancora...speriamo che finisca bene".[...]Mi siedo e la fisso per un secondo, ma non riponde al mio sguardo.Comprensibile, perchè non sa chi io sia.Uno sconosciuto, per lei.Poi, voltandomi, piego il capo e prego in silenzio per ottenere la forza di cui avrò bisogn.Ho sempre creduto fermamente in Dio e nel potere della preghiera, anche se, per essere sincero, la fede mi ha suggerito una serie di domande per le quali esigo assolutamente una risposta quando me ne sarò andato.Ci siamo.Via gli occhiali, la lente di ingrandimento sfilata dalla tasca.La poso sul tavolo mentre apro il taccuino.Devo leccare due volte il mio dito nocchiuto per aprirlo alla prima pagina.Poi metto a fuoco la lente.C'è sempre un attimo, prima che io cominci a leggere, in cui il mio cervello turbina e mi chiedo: Accadrà oggi? Non lo so, non so mai nulla in anticipo, e nel più profondo di me so che non importa.E' la possibilità, non la garanzia, che mi fa andare avant.Una specie di scommessa da parte mia.Echiamatemi pure pazzo o sognatore o quel che vi pare, io credo che tutto sia possibile.Mi rendo conto che il calcolo delle probabilità e la scienza sono contro di me.Ma la scienza non è la risposta totale, lo so perchè ho avuto una vita per capirlo.E ciò mi lascia la fede nei miracoli.Per quanto inspiegabili e incredibili, i miracoli sono autentici e possono verificarsi a dispetto dell'ordine naturale dlle cose.Perciò anche oggi, come tutti i giorni, comincio a leggere il taccuino a voce alta in modo che lei senta, sperando che il miracolo in grado di cambiare la mia vita si ripeta. E forse, solo forse, si ripeterà. Era l'inizio di ottobre del 1946, e Noah Calhoun fissava il lento affondare di un pallido sole oltre la linea del parapetto del portico, nella sua casa in stile coloniale.Gli piaceva sedere lì al tramonto, specie dopo una giornata di duro lavoro, lasciando che i suoi pensieri vagassero senza una direzione precisa.Era un modo perfetto per rilassarsi, secondo una tecnica imparata da sua padre. In modo particolare gli piaceva posare lo sguardo sugli alberi e sul loro riflesso nel fiume.Gli alberi del North Carolina sono splendidi in autunno: verdi, gialli, rossi, arancione e di tutte le sfumature intermedie.Quei colori smaglianti si esaltano alla luce del sole e, per la centesima volta, Noah Calhoun si chiese se gli antichi proprietari della dimora avessero trascorso le serate pensando le stesse cose.[...]La casa sorgeva al centro di dodici acri di terra delimitati su un lato dal Brices Creek, Noah si era occupato su un lato dello steccato che delimitava gli altri tre lati, controllando se le termiti si erano annidate nei vecchi legni e sostituendo i paletti quando era necessario. Rimaneva molto da fare, specialmente sul lato ovest, e mentre riponeva gli attrezzi aveva preso mentalmente nota di farsi consegnare altro legname.Poi entrò in casa, bevve un bicchiere di tè zuccherato e fece la doccia.Faceva sempre la doccia al termine della giornata, l'acqua spazzava via contemporaneamente il sudore e la fatica. Si era ravviato i capelli all'indietro, aveva indossato dei jeans stinti ed una camicia azzurra a maniche lunghe, e con un secondo bicchiere di tè era uscito sul portico dove ora sedeva, dove sedeva ogni giorno a quell'ora.Allungò le braccia sopra il capo e poi orizzontalmente, roteando le spalle per completare l'esercizio.Si sentiva bene, pulito, fresco.I suoi muscoli erano stanchi e prevedeva che l'indomani si sarebbe svegliato indolenzito, ma era soddisfatto per aver portato a termine tutto ciò che si era prefissato di fare. [...]Le nubi che venivano dalla costa cominciarono a navigare lentamente nel cielo notturno, brillando a tratti di luce argentea al riflesso della luna.Noah appoggiò il capo sullo schienale della poltrona a dondolo.Muoveva le gambe automaticamente, con ritmo sempre uguale, e la sua mente scivolò indietro verso una tiepida sera come quella di quattordici anni prima. Fu subito dopo la laurea, nel 1932, durante il Neuse River Festival.La città si era riversata tutta in strada, godendosi il barbecue e i giochi a premi.Una notte umida, Noah lo ricordava perfettamente.Era arrivato da solo, e mentre girovagava tra la folla in cerca di conoscenti, vide Fin e Sarah, due amici d'infanzia, che parlavano con una ragazza mai vista prima.Molto graziosa, rammentò di aver pensato, e quando finalmente li raggiunse, lei lo guardò con due grandi occhi velati che si facevano sempre più vicini."Salve", disse semplicemente porgendogli la mano, "Finley mi ha parlato molto di te". Un incontro banale, facile da dimenticare nel caso di qualsiasi altra ragazza.Ma mentre le stringeva la mano e fissava quegli smaglianti occhi di smeraldo, Noah non ebbe nemmeno il tempo di respirare una seconda volta.Capì subito ch una donna così avrebbe potuto cercarla per tutta la sua vita senza trovarne una uguale.La vide incomparabile, perfetta, mentre il vento frusciava tra le foglie.Da quel momento in poi, il vento diventò un tornado.Fin gli disse che la ragazza trascorreva l'estate a New Bern con la famiglia perchè suo padre lavorava per R.J. Reynolds, e sebbene lui si limitasse ad annuire, il modque guao in cui lei lo guardò rese eloquente il suo silenzio.Allora Fin rise perchè capì che cosa stava accadend, e Sarah propose di bere delle Coche alla ciliegia e tutti e quattro si godettero la festa finchè la folla cominciò ad assottigliarsi a anche il fuoco del barbecue si spense nella notte.Si incontrarono di nuovo l'indomani e anche il giorno seguente e ben presto divennero inseparabili.[...]Poichè non conosceva il posto e non era mai vissuta prima in una cittadina di provincia, Noah trascorreva i giorni facendo cose per lei del tutto nuove.Noah le insegnava ad innescare un amo e a pescare il pesce persico nella acque basse e insieme si addentravano nella Croatan Forest.Pagaiavano felici sulle canoe e contemplavano il cielo guizzante di lampi dei temporali estivi, e a Noah pareva che si fossero conosciuti da sempre.[...]La riaccompagnò a casa, e quando indugiarono sotto il portico doppo essersi augurati la buona notte, Noah la baciò per la prima volta e si chiese perchè mai avesse aspettato tanto per farlo.In seguito le mostrò quella casa, ne sottolineò la decadenza, ma disse che un giorno l'avrebbe comprata e sistemata.Trascorsero ore parlando dei loro sogni- lui avrebbe fatto il giro del mondo, lei sarebbe diventata pittrice- e in un'umida notte di agosto persero entrambi la loro verginità.Quando la ragazza se ne andò tre settimane dopo, portò con sè una parte di Noah e tutta la loro estate in comune.Noah la vide partire colprimo treno del mattino, la seguì con gli occhi che quella notte non avevano dormito, poi andò a casa e fece la valigia.Trascorse la settimana seguente sull'isola di Harkers.
[...]Gus non si vedeva e probabilmente non sarebbe venuto.Noah tornò alla sua poltrona.Rammentò quando aveva parlato a Gus della ragazza.La prima volta che vi aveva fatto cenno, Gus aveva cominciato a scrollare il capo ridendo."Allora è questo il fantasma da cui fuggisti", pregato di spiegarsi Gus disse:"sai, il fantasma della memoria.Ti ho osservato mentre lavoravi giorno e notte, con tanto accanimento che avevi appena il tempo per riprendere fiato.Stroncarsi la schiena così, lo si fà per tre ragioni: o uno è pazzo, o è stupido, o cerca di dimenticare.Nel tuo caso non avevo dubbi: cercavi di dimenticare.Ma non sapevo cosa". New Bern era infestato dal fantasma del ricordo di lei. [...]Quando si dondolava sotto il portico la sera, o suonava la chitarra, avvertiva accano a sè la presenza di lei, che ascoltava in silenzio le canzoni della su infanzia.Provava qualcosa di analogo quando andava all'emporio di Gaston o al teatro massonico o persino quando passeggiava per le strade del centro .Ovunque guardasse, c'era sempre qualcosa che faceva rivivere l'immagine di lei.Un fenomno davvero strano, elui lo sapeva.Era cresciuto a New Bern, ci aveva trascorso i primi diciassette anni della sua vita, eppure, quando pensava a quella cittadina ricordava solo l'ultima estate, l'estate in cui lei gli era accanto.Ne aveva parlato con Gus una sera, e non solo Gus aveva capito, ma era stato anche il primo a fornirgli una spiegazione.Si espresse con parole semplici:"Mio papà mi diceva che quando ti innamori per la prima volta, la tua vita cambia per sempre, e per quanto tu ti sforzi di liberartene, quella sensazione non ti lascia più.La ragazza di cui mi parli è stata il tuo primo amore, e qualunque cosa tu faccia l'avrai sempre accanto". [...]Quella stessa sera, alcune ore prima e a un centinaio di migliadi distanza, lei sedeva da sola sul dondolo del portico, nella casa ei suoi genitori.I cuscini erano un pò umidi perchè durante il pomeriggio era caduta una pioggia dura e pungente, ma ora le nuvole si diradavano e lei fissava lo sguardo in alto, sugli squarci di cielo dove apparivano lucide stelle.Si chiedeva se avesse preso la decisione giusta.Aveva lottato con se stessa per giorni, e in parte anche quella sera, ma infine aveva capito che lasciarsi sfuggire una simile occasione sarebbe stato imperdonabile.Lon ignorava la vera ragione della sua partenza l'indomani mattina.La settimana prima gli aveva parlato vagamente di una visita ai negozi di antiquariato della costa che le interessavano."Solo un paio di giorni", aveva detto."E inoltre, ho bisogno di concedermi una pausa in questi preparativi per il matrimonio".Partì al mattino da Releigh.Arrivò a destinazione prima delle undici.[...]L'aveva già fatto una volta, molto tempo addietro, ed era sicura che non avrebbe mai più trovato la forzaper tornare di nuovo.Prese la borsetta fra le mani, esitò, stava quasi per varcare la porta.Ma una coincidenza l'aveva condotta in quel luog, e di nuovo si rese conto che se fosse ripartita non avrebbe mai cessato di chiedersi che cosa sarebbe potuto accadere.Non poteva vivere con quel tarlo nella mente.[...]Trovò qualcosa di più semplice, un vestitino blu con guarnizioni di pizzo, abbottonato fino al collo.Molto meno seducente dell'altro, suggeriva però un'immegine di lei che la ragazza giudicò più adeguata alle circostanze. Noah si alzò alle cinque e pagaiò per un'ora sul suo kayak risalendo il Brices Creek, come faceva di solito.[...]Mangiò sulla riva del fiume perchè i muggini stavano saltando e gli piaceva vederli balzare due o tre volta in aria con i loro corpi argentei prima di rituffarsi nella corrente.Per una qualche ragione si rallegrava all'idea che l'istinto di quei pesci non fosse cambiato nel corso di migliaia, forse decine di migliaia di anni.[...]Sebbene non fosse competitivo per temperamento, gli anni trascorsi sollevando tronchi l'avevano aiutato a eccellere negli sport, e i suoi successi atletici gli procurarono una certa popolarità.Gli piaceva anche giocare a football, ma sebbene i suoi compagni di squadra trascorressero insieme anche il tempo libero, raramente si univa a loro.Qualcuno lo giudicava arrogante, altri pensavano che fosse cresciuto troppo in fretta e fosse più maturo dei suoi coetanei.Aveva poche amiche tra le compagne di scuola, e nessuna che lo avesse particolarmente impressionato.Con una sola eccezione.Che si presentò dopo la laurea. Allie.La sua Allie. Rammentò di averne parlato con Fin dopo il loro incontro la sera della festa, e Fin scoppiò in una gran risata.Aveva previsto due cose: la prima, che si sarebbero innamorati, la seconda, che non avrebbe funzionato.[...]Le previsioni di Fin si avverarono puntualmente.Per gran parte dell'estate Allie fu costretta a raccontare bugie ai suoi genitori per incontrare Noah di nascosto.Non perchè non gli piacesse, ma apparteneva a una diversa classe sociale, troppo povera, e non avrebbero mai permesso che la loro figlia avesse con lui un rapporto serio."Non mi importa di quel che pensano i miei genitori", diceva Allie, "io ti amo e ti amerò sempre.Troveremo il modo per stare insieme".Ma alla fine non ci riuscirono.Ai primi di settembre il tabacco era stato raccolto e Allie non potè fare altro che tornare con la famiglia a Winston-Salem."E' finita l'estate, Allie, ma non è finito il nostro amore", disse Noah la mattina in cui lei partì."Non finirà mai".E invece, per delle ragioni che non gli riuscì di capire, le sue lettere rimasero senza risposta.Dopo qualche tempo decise di lasciare New Bern, non solo per togliersi il ricordo di Allie dalla mente, ma anche perchè la Depressione aveva reso difficile, se non addirittura impossibile, guadagnarsi da vivere in quella cittadina. Eppure il ricordo non lo lasciava. [...]Noah frequentò diverse donne.Con una di loro, una cameriera del ristorante locale con profondi occhi azzurri o lisci capelli neri, stabilì un rapporto abbastanza serio.Ma sebbena il loro legame durasse due anni, con momenti molto piacevoli, Noah no riuscì mai a provare nei suoi confronti ciò che aveva provato per Allie.[...]Lei sapeva che non sarebbe durato per sempre.Verso la fine del loro rapporto, un giorno gli disse:"Vorrei darti quel che cerchi, ma non so che cosa sia.C'è una parte di te dove ti rinchiudi escludendo tutti gli altri, me compresa.Come se io non fossi la donna che ti sta accanto.La tua mente è altrove".Noah cecò di negarlo, ma lei non gli credette."Sono una donna, queste cose le so.A volte, quando mi guardi, è come se tu vedessi qualcuno che da un momento all'altro potrebbe materializzarsi nello spazio per portarti via con sè..."[...]Si separarono da buoni amici e l'anno seguente una cartolina gli annunciò che si era sposata. [...]Noah decise di arruolarsi.Trascorse i tre anni seguenti con la Terza Armata di Patton, marciando nel deserto del Nord Africa e nelle foreste europee con venti chili sulle spalle, e la sua unità sempre vicina alla linea del fuoco.Vide morire gli amici attorno a sè, li vide seppellire a migliaia di miglia da casa.Un giorno accucciato in una trincea in prossimità del Reno, ebbe l'impressione che Allie lo osservasse dall'alto. [...]Quando Allie giunse a New Bern, il paesaggio era bellissimo, come sempre.A differenza della zona pedemontana dove Allie era cresciuta, qui una fertile pianura garantiva le condizioni ideali per la coltivazione del cotone e del tabacco.Due raccolti che, unitamente al legname, mantenevano prospere le città in quella parte dello stato.Mentre guidava, Allie avvertì il fascino della regione che aveva attirato lì i primi coloni.Per Allie nulla era cambiato.Chiazze di sole filtravano tra i rami delle querce e dei noci alti trenta metri, smaglianti di colori autunnali.Alla sua sinistra, un torrente lucido come l'acciaio virava verso la strada, poi se ne allontanava di nuovo per immettersi in un fiume più importante ad un miglio di distanza.La strada si snodava attorno alle vecchie fattorie prebelliche ed Allie sapeva che alcuni dei proprietari vivevano esattamente come i loro nonni.Quel paesaggio immobile nel campo risvegliava in lei un fiotto di ricordi, e avvertì un nodo alla bocca dello stomaco via via che riconosceva punti di riferimento dimenticati.Il sole sembrava sospeso sugli alberi alla sua sinistra e, superata una curva, passò davanti ad un'antica chiesa abbandonata da anni ma non ancora diroccata.L'aveva visitata in quell'estate remota, in cerca di cimeli della guerra di Secessione, e altri ricordi l'assalirono, vividi come se tutto fosse accaduto il giorno prima. Dopo un'altra curva vide una quercia maestosa sulla riva del fiume, coi rami grossi e solidi che si allargavano arizzoltalmente, avvolti dal muschio spagnolo che ricadeva sotto quell'albero in un pomeriggio di luglio, accanto a qualcuno che la fissava con un desiderio così intenso da cancellare ogni altra cosa. E fu in quel momento che si innamorò. Aveva due anni più di lei, e mentre percorreva quella strada a ritroso nl campo Alie riuscì a mettere a fuoco il suo viso.Rammentò che dimostrava più della sua età e il suo aspetto sembrava un pò consunto dalla vita all'aria aperta, come quello di un contadino che rincasa dopo una giornata nei campi.Aveva le mani callose e le spalle larghe tipiche di chi ha fatto i lavori pesanti, e rughe leggere cominciavano a formarsi attorno agli occhi scuri, pronti a lggere tutti i pensieri di lei.Alto e robusto, aveva capelli castano chiari e a suo modo era un bell'uomo, ma era la sua voce che Allie ricordava soprattutto.Le aveva letto poesie quel giorno, mentre giacevano nell'erba sotto il grande albero, e il suo accento era morbido e fluente, con qualcosa di musicale.Il tipo di voce perfetta per la radio, e che sembrava indugiare sospesa nell'aria.Rammentò di aver chiuso gli occhi per ascoltarlo meglio, per lasciare che le sue parole che leggeva raggiungessero il suo cuore: Suadente mi attira tra i vapori del crepuscolo mi abbandono nell'aria, scuoto le ciocche grigie verso il sole fuggente... Le dita di Noah scorrevano tra le pagine consunte di vecchi libri che aveva già letto centinaia di volte.Allie gli raccontava ciò che si aspettava dalla vita -speranze e sogni per il futuro- e lui l'ascoltava attento, le prometteva che tutto si sarebbe avverato.E il modo in cui lo diceva ispirava totale fiducia, Allie gli credeva e sapeva quanto lui ormai contasse per lei.Di quando in quando, se lei glielo chiedeva, Noah parlava di sè, oppure spiegava perchè avesse scelto una certa poesia e che cosa ne pensasse.O ancora si limitava a fissarla con quella sua particolare intensità.Il loro sguardo seguiva il tramonto del sole mentre mangiavano qualcosa sotto le stelle.Era tardi ormai, e Allie sapeva che i suoi genitori si sarebbero infuriati se avessero scoperto con chi lei si trovava in quel momento.Ma in realtà non gliene importava nulla.Riusciva a pensare solo a quella giornata così speciale, all'uomo così speciale che le stava accanto, e quando, pochiminuti dopo, si avviarono verso casa di lei, Noah le strinse una mano nella sua e Allie avvertì un calore che la invadeva tutta. [...]Ormai procedeva a passo d'uomo, gli occhi fissi sulla casa, e respirò profondamente quando sotto il portico vide lui che osservava la sua auto.Vestiva in modo semplice.Da lontano, non pareva affatto cambiato.Per un attimo, quando la luce del sole lo investì di lato, sembrò svanire tra le pareti del portico.Allie si fermò accanto alla quercia che sorgeva davanti la casa.Girò la chiave dell'accensione, gli occhi sempre fissi su Noah, e il motore si spense ronzando. Noah cominciò ad avanzare verso di lei con il suo passo sciolto, ma si immobilizzò di colpo quando Allie scese dalla macchina.Per lunghi minuti non poterono far altro che rilassarsi in silenzio. Allison Nelson, ragazza ventinovenne della buona società, fidanzata, in cerca di risposte essenziali, e Noah Calhoun, il sognatore, visitato dal fantasma che avrebbe dominato la sua vita.Rimasero immobili, l'uno di fronte all'altra. Noah non aveva detto nulla, i suoi muscoli sembravano congelati e per un attimo lei pensò che non l'avesse riconosciuta.Provò un senso di colpa per essersi presentata così, senza preavviso, e ciò rendeva tutto più arduo.Aveva immaginato che l'incontro si svolgesse in modo diverso e che lei avrebbe trovato le parole giuste da dire.E invece le frasi che le venivano in mente erano monche e inappropriate. Riaffiorarono in lei ricordi dell'estate trascorsa assieme e mentre fissava Noah si accorse di quanto poco fosse cambiato dall'ultima volta che l'aveva visto.Aveva un bell'aspetto, con la camicia infilata nei jeans scoloriti, le spalle larghe, i fianchi strtti e lo stomaco piatto.Era anche abbronzato, come se avesse lavorato all'aria aperta per tutta l'estate, e sebbene i suoi capelli fossero un pò più radi e un pò più chiari, era ancora il Noah che lei aveva conosciuto. [...]Noah la guardava con grande intensità, lasciandosi trasportare dalle sue intime considerazioni.Era sempre bella, con i folti capelli e i morbidi occhi, e camminava con tanta grazia che sembrava librasse nell'aria.Aveva visto molte donne anche più belle, donne che agganciavano il suo sguardo ma non la sua mente perchè mancavano di certe doti per lui essenziali. Come l'intelligenza, la sicurezza di sè, la forza dello spirito, la passione. Allie le aveva tutte, le sentiva palpitare in lei mentre la vedeva camminare."E' una poesia vivente", ecco le parole che gli affioravano sempre le labbra quando cercava di descriverla agli amici. "Da quanto tempo sei tornato qui?" chiese lei mentre il sentiero si perdeva tre l'erba di una collinetta. "Dallo scorso dicembre.Ho lavorato al Nord per un certo periodo e ho trascorso gli ultimi tre anni in Europa". Lo fissò con uno sguardo interrogativo."La guerra?". Noah annuì e lei continuò: "Immaginavo che ti fossi arruolato.Sono felice che tu sia tornato a casa sano e salvo". "Anch'io". "Sei contento di essere di nuovo a casa?" "Si, qui ho ritrovato le mie radici.E' qui che devo vivere".Si interruppe."Ma che mi dici di te?".Pose quella domanda quasi a bassa voce, aspettandosi il peggio. Allie esitò a lungo prima di rispondere. "Sono fidanzata". Noah abbassò lo sguardo e si sentì all'improvviso più debole.Dunque così stavano le cose.E Allie era venuta per dirglielo. "Congratulazioni", riuscì a mormorare con un tono che temeva fosse ben poco convincente.Poi [...]Noah chiese: "Allie, tu lo ami?" Rispose quasi automaticamente:"Si, lo amo". Una pugnalata.Ma di nuovo Noah avvertì qualcosa di particolare nel suo tono , come se parlasse per convincere se stessa.Si fermò e dolcemente le posò le mani sulle spalle, costringendola a guardarlo in faccia.La luce morente del sole si rifletteva negli occhi di lei. [...]Allie raggiunse l'altra estremità del pontile e avvertì un senso di disagio.L'impulso che da tre settimane le premeva dentro perchè venisse lì si era improvvisamente spento.Voleva che Noah sapesse del suo fidanzamento, che capisse, che accettasse -non aveva dubbi in proposito- ma ora pensava solo a lui e a quell'estate lontana.A testa china, si guardò attorno attentamente finchè trovò quel che cercava -l'incisione:
Noah ama Allie.Chiusa in un cuore.Incisa nel legno pochi giorni prima della sua partenza. [...]"Hai fatto un lavoro meraviglioso in questa casa,Noah.Quanto tempo ci è voluto?" Lui accartocciò l'ultimo sacchetto vuoto."Quasi un anno". "Tutto da solo?" Rise."No.Quand'ero ragazzo pensavo che sarebbero bastate le mie sole braccia, e ho cominciato così.Ma era una fatica enorme che sarebbe durata anni.Ho assunto degli operai...a dire il vero parecchi.Ma anche con il loro aiuto il lavoro è stato massacrante.A volte smettevo solo a mezzanotte". "Perchè l'hai fatto?" Fantasmi, avrebbe voluto dire, ma scelse una risposta diversa."Non lo so.Mi ero assunto un compito e volevo portarlo a termine, immagino". [...]Lui la guardò con un'infinita dolcezza negli occhi."Sono felice che tu sia qui, Allie", disse "Anch'io.Sebbene abbia rischiato di rinunciare alla mia decisione" "Perchè sei venuta?" Perchè non potevo fare a meno di te, avrebbe voluto dire, ma non lo disse."Sono venuta per vederti.Per scoprire che cosa avevi fatto in questi tutti anni, e com'eri adesso".Noah dubitava che quelle fossero le uniche ragioni della sua visita, ma non le pose domande. [...]"Sei davvero convinto che io avessi del talento?"chiese Allie a bassa voce. "Vieni", disse lui prendendola per mano."Ti voglio mostrare una cosa". Allie si alzò e lo seguì fino soggiorno.Noah si fermò di fronte al camino e indicò il quadro che era appeso lì sopra.Alli sobbalzò, stupita di non averlo notato prima e ancor più stupita di vederlo lì "L'hai conservato?" "Naturalmente.E' bellissimo". Lei gli lanciò un'occhiata scettica e Noah spegò: "Mi fa sentire vivo quando lo guardo.A volte devo alzarmi per andare toccarlo.E' così autentico - le forme, le ombre, i colori.Lo sogno persino di notte.E' incredibile, Allie.Posso contemplarlo per ore". "Dici seriamente?" chiese lei, turbata. "Mai stato più serio". [...]"Pensi che potresti ricominciare a dipingere"? "Non ne sono sicura.E' passato tanto tempo...forse troppo tempo" "Tu puoi farcela, Allie.Ne sono sicuro.Hai un talento che viene dall'interno di te, dal tuo cuore, non dalle tue mani.Un talento simile non si cancella.Tu sei ciò che migliaia di persone sognano di essere.Un'artista, Allie". Pronunciò quella frase con tale sincerità da far capire ad Allie che non si trattava solo di un banale complimento.Noah credeva davvero nel suo talento e per una qualche ragione ciò assunse per lei un significato più importante di quanto avesse immaginato.Ma accadde anche qualcosa d'altro, qualcosa che aveva in sè una straordinaria potenza. Allie non riuscì a identificare il momento preciso in cui si verificò quel miracolo, ma capì che il crepaccio scavato nella sua vita per separare il dolore dal piacere si stava chiudendo. E allora intuì, sebbene in modo confuso, che quella sua visita a New Bern implicava molto di più di quanto lei volesse ammettere.Tuttavia non ne era ancora sicura e si voltò verso Noah, allungò la sua mano verso quella di lui e la sfiorò esitando, con dolcezza, stupita che dopo tanti anni Noah avesse pronunciato esattamente le parole che lei voleva sentirsi dire.Quando i loro sguardi si intercettarono, si rese conto una volta di più che era un uomo davvero speciale.E in un attimo fuggente, in una frazione di tempo sospesa nell'aria come una lucciola nel cielo estivo, si chiese se fosse ancora innamorata di lui. Il timer squillò in cucina con una serie di ding e Noah si alzò rompendo l'incanto, ma molto turbato da ciò che era accaduto tra loro.Gli occhi di Allie gli avevano inviato un messaggio a lungo agognato, e tuttavia non riusciva a soffocare la voce che gli ronzava in testa.La voce di Allie che gli parlava del suo amore per un altro uomo.Maledì in silenzio il timer.Allie l'aveva seguito e segnalò la sua presenza schiarendosi la gola. "Posso preparare la tavola?" Noah usò la punta del coltello come indice."Certo, i piatti sono lì.La tovaglia e le posate là.E di posate ce ne vorranno parecchie, sgusciare i granchi è un bel lavoro".Non la guardò mentre parlava.Temeva di rompere l'incanto.O peggio, temeva di constatare che tutto era stato frutto della sua immaginazione.E non voleva accettarlo.Anche Allie stava pensando a quel momento magico che la riscaldava dentro.Le parole di Noah continuavano a risuonare nella sua testa mentre sistemava i piatti, le posate, il sale e il pepe.Noah le porse il pane e le loro dita si sfiorarono. [...]E ora, seduta in quella cucina, capiva quante cose le fossero mancate.Nel cielo sempre più buio galleggiava una limpida luna, e senza rendersene conto cominciarono a ricreare tra loro l'intimità, la familiarità che aveva costituito un tempo un legame fortissimo.Quando finirono di cenare, soddisfatti per l'ottimo cibo, Noah guardò l'orologio e vide che si stava facendo tardi.Le stelle erano più brillanti nel cielo, il canto dei grilli più sommesso.Si alzò per riempire il bollitore, poi ammucchiarono i piatti nel lavandino e sparecchiarono la tavola.Quando l'acqua cominciò a bollire, Noah preparò dell'altro tè. "Torniamo sotto il portico"chiese porgendole una tazza.Allie acconsentì e uscì per prima, Noah la seguì portando con sè una coperta da mettere sulle gambe di Allie, semmai avesse avuto freddo.Poco dopo si dondolavano tranquillamente sulle loro poltrone.Dio, quanto è bella, pensò Noah guardando Allie con la coda dell'occhio.E dentro di sè soffriva.Perchè qualcosa era accaduto durante la cena.Molto semplicemente si era innamorato per la seconda volta.Ne era certo, mentre sedevano uno affianco all'altra.Si era innamorato della nuova Allie, e non soltanto del suo ricordo.O forse non aveva mai smesso di amarla perchè quello era il suo destino. "E' stata una bella serata", disse con voce dolce. "Si", disse lei, "una serata meravigliosa". Noah alzò lo sguardo verso il cielo.Le stelle, palpitando, gli rammentavano che presto Allie se ne sarebbe andata lasciandogli un gran vuoto nel cuore.Avrebbe voluto che quella sera non finisse così.Ma come dirglielo?Come chiderle di restare?Non lo sapeva, perciò decise di non dire nulla e accettò il proprio fallimento. Le poltrone dondolavano ritmicamente.Altri pipistrelli lungo il fiume.Lo sfrigolio delle zanzare sulle lampade del portico.Lì attorno, Noah ne era sicuro, qualcuno stava facendo l'amore. "Dimmi qualcosa", mormorò infine Allie, e c'era sensualità nella sua voce.Oppure l'immaginazione di Noah gli giocava uno scherzo? "Che cosa devo dirti?" "Parlami come quella sera sotto la quercia". E lui lo fece, celebrando la notte con brani di poesie.Whitman e Thomas, perchè gli piacevano le loro descrizioni intense, Tennyson e Browning, perchè cantavano argomenti a lui cari. A occhi chiusi, col capo appoggiato allo schienale della poltrona, Allie sentiva crescere dentro di sè uno strano calore, suggerito non solo dai versi dei poeti o dalla voce di Noah, ma da un insieme che superava la somma delle parti.Non cercò di approfondire quella sensazione perchè avrebbe rotto l'incanto di un ascolto perfetto.La poesia, pensò, non è stata scritta per essere analizzata.Deve ispirarci al di là della ragione, deve commuoverci al di là della comprensione.L'impulso che l'aveva portata fin lì si era placato - e ne ringraziava il cielo - ma era preoccupata per la sensazione che l'aveva sostituito: quel palpito che le saliva a fior di pelle colmando i suoi pori come la sabbia aurifera nei setacci dei cercatori d'oro.Cercava di soffocarlo, di negarlo, ma ormai si rendeva conto che non ci sarebbe riuscita.Da anni non provava più niente del genere. Anche Noah era immerso nei suoi pensieri.Avrebbe ricordato quella sera come uno dei momenti più speciali della sua vita.Ne rievocò ogni dettaglio, più volte, dondolandosi sulla poltrona.Tutto ciò che Allie aveva fatto sembrava carico di un'elettrictà che si comunicava a lui. Ora, vedendola davanti a sè, si chideva se anche lei aveva sognato le stesse cose durante gli anni della loro separazione, se aveva sognato di loro due che si abbracciavano e si baciavano alla luce della luna.O se si era spinta più oltre, sognando i loro corpi nudi, uniti e poi divisi per troppo tempo. Guardò le stelle e rammentò le mille notti vuote e solitarie trascorse dall'ultima volta che si erano visti.Ritrovarla aveva portato in superficie tutte quelle sensazioni e gli sembrava impossibile soffocarle di nuovo.Voleva amarla ed essere amato, voleva fare l'amore con lei.Ne aveva un bisogno disperato. Allie capì da quel lungo silenzio che Noah stava pensando a lei e ciò la riempì di una sconfinata gioia.Ignorava quali fossero esattamente i suoi pensieri e in fondo non se ne curava, le bastava la certezza di esserne al centro. Ormai era tardi, Allie si alzò, e lui fece appello al suo coraggio."Ti rivedrò domani?". Una domanda semplicissima.Allie sapeva che cosa avrebbe dovuto rispondere per mantenere la sua vita su binari sicuri.Le bastava dire "penso di no" e tutto sarebbe finito lì e subito.Ma per qualche attimo non disse nulla. Il demone della scelta la stuzzicava, la provocava.Perchè non pronunciava quelle tre parole?Non riusciva a capirlo.Ma quando guardò negli occhi di Noah per trovare la risposta che cercava, vide l'uomo di cui si era innamorata un tempo e all'improvviso tutto fu chiaro. "Mi farebbe molto piacere", disse. Noah fu sorpreso da quella risposta che non si aspettava.In quel momento avrebbe voluto toccarla, prenderla tra le sue braccia, ma non lo fece. "Puoi venire verso mezzogiorno?" "Certamente.Che programmi hai?" "Lo vedrai.Faremo una gita in un certo posto" "Ci siamo già stati?" "No.Ma è un posto speciale" "Dov'è?" "Sarà una sorpresa" "Mi piacerà?" "Pazzamente". Allie si voltò prima che lui cercasse di baciarla.Non sapeva se ci avrebbe provato, ma era certa che, se l'avesse fatto, per lei sarebbe stato difficile resistergli."A domani", disse, e la luna si rifletteva nei suoi occhi. Noah sedette di nuovo sulla poltrona a dondolo, questa volta solo per ricostruire la serata appena trascorsa.La analizzava.La visualizzava rivivendola scena per scena, riascoltando ogni frase.E ricominciava daccapo con più calma, come se girasse un film a rallentatore.Non se la sentiva di suonare la chitarra o di leggere poesie.Aveva la mente confusa. "E' fidanzata", mormorò infine tra sè.Poi per ora rimase avvolta in un silenzio rotto solo dal cigolio del dondolo.La notte era tranquilla, di quando in quando Clem, la sua cagna, si avvicinava a lui quasi per chiedergli "Va tutto bene?". Ma in un momento imprecisato attorno alla mezzanotte, sotto il limpido cielo d'ottobre, Noah fu travolto da un'onda immensa di passione e di nostalgia.Se ci fosse stato un osservatore casuale, avrebbe isto un uomo distrutto, invecchiato di colpo nel giro di due ore.Chino in avanti sulla sua poltrona, col viso tra le mani e le lacrime negli occhi.Non riusciva a frenarle, quelle lacrime. Allie si svegliò presto il mattino seguente, strappata dal sonno del cinguettio incessante degli storni, e si massaggiò le palpebre, notando che il suo corpo era intorpidito.Aveva dormito male, destandosi dopo ogni sogno.Rammentava di aver controllato le lancette dell'orologio quasi volesse verificare il trascorrere del tempo. Indossava la morbida camicia che Noah le aveva prstato e fiutò l'odore di lui mentre ripensava alla sera che avevano trascorso assieme.Le tornarono alla mentele risate e la conversazione , specialmente i commenti di Noah ai suoi dipinti.Inattesi ma esaltanti, e via via che ripercorreva le sue parole, si rese conto di quanto lo avrebbe rimpianto se avesse deciso di non rivederlo.Si avvicinò alla finestra e osservò gli uccelli ciarlieri in cerca di cibo alla luce dell'alba.Rammentò che Noah era sempre stato mattiniero e salutava il nuovo giorno a modo suo.Gli piaceva pagaiare nel kayak o nella canoa, e in una lontana mattina lei l'aveva raggiunto per assistere al sorgere del sole.Si era calata dalla finestra perchè i genitoro le avrebbero impedito di uscire, ma nessuno si accorse della sua fuga, e quando fu nella canoa di Noah le passò un braccio attorno alla vita e la strinse a sè mentre l'alba si dilatava nel cielo:"Guarda laggiù", le disse, e Allie vide per la prima volta il sorgere del sole con la testa sulla spalla di lui, in un momento magico di totale felicità. A Noah non importava che il cielo fosse limpido o cupo mentre pagaiava sul fiume color acciaio al ritmo di una musica che vibrava nel suo cervello.Vide un gruppo di testuggini immobili su un tronco semisommerso, e un airone che si alzava in volo sfiorando l'acqua prima di sparire nell'argenteo crepuscolo mattutino.Avanzò ficnhè vide un riflesso dorato allargarsi sul fium, allora si mantenne in posizione con brevi colpi di pagaia mentre la luce si apriva un varco tra gli alberi.Gli piaceva concedersi una pausa al sorgere del sole, in quegli attimi lo spettacolo era straordinario, come se il mondo nascesse di nuovo.Poi ricominciò a pagaiare con forza per rallentare la tensione e prepararsi a vivere quel giorno.Le domande guizzavano nella sua mente come gocce d'acqua cadute in un tegame rovente.Si chiese che tipo d'uomo fosse Lon, e quali fossero i suoi rapporti con Allie.Soprattutto avrebbe voluto capire meglio Allie, e perchè era venuta lì.Quando tornò alla darsena si sentì rinvigorito.Controllando l'orologio, fu sorpreso nel constatare che aveva pagaiato per due ore.Sul fiume si perdeva il senso del tempo, e da mesi Noah non tentava più di chiarire quel mistero.Appese il kayak ai ganci, fece un paio di piegamenti, poi andò al capanno dove parcheggiava la canoa.La portò sul greto, a mezzo metro dall'acqua, e mentre si avviava verso casa notò che le sue gambe erano ancora un pò rigide.La foschia mattutina non si era ancora dissolta e Noah sapeva che quella rigidità delle gambe di solito prediceva pioggia.Guardò il cielo a occidente e vide un grappolo di nuvole dense pesanti, ancora lontane ma incombenti.Il vento le stava spingendo avanti.Meglio non trovarsi all'aperto quando si fosse scatenato il diluvio.Maledizione, quanto tempo gli rimaneva?Un paio d'ore, forse di più, forse di meno.Fece la doccia, indossò dei nuovi jeans, una camicia rossa e stivali neri da cow-boy, si spazzolò i capelli e scese in cucina.Lavò i piatti della sera precedente, bevve un caffè e andò sotto il portico.Il cielo era più cupo adesso.Noah controllò il barometro:indicava tempo variabile, ma ben presto lìago avrebbe cominciato ad abbassarsi rapidamente.Della pioggia gli importava poco, ma i fulmini erano un'altra faccenda.Specialmente sull'acqua.La canoa non era un rifugio ideale quando l'aria umida captava le scariche elettriche.Bevve gli ultimi sorsi di caffè rimandando la decisione a più tardi.Andò al capanno degli attrezzi e prese un'ascia, controllandone il filo col polpastrello del pollice, e l'arrotò su una pietra finchè ne fu soddisfatto."Una lama spuntata è più pericolosa di una lama affilata", diceva sempre suo padre.Poi prese una bracciata di ceppi e li sistemò in casa accanto al camino.Osservò di nuovo il dipinto di Allie e lo sfiorò con le dita mentre risorgeva in lui una sensazione di incredulità.Averla vista era un miracolo.Dio santo, che cosa c'era in lei capace di sconvolgerlo tanto e dopo tanti anni?Quale sorta di potereesercitava su di lui?Alle fine si allontanò scrollando il capo e tornò sotto il portico.Controllò il barometro, poi l'orologio.Allie sarebbe arrivata di lì a poco. .[...]Noah la aspettava, seduto sul dondolo e sorseggiando del tè.Quando finalmente udì il motore dell'auto che risaliva il viale, uscì dal portico e osservò Allie che parcheggiava presso la vecchia quercia.Esattamente come il giorno prima.Clem abbaiava festosa, agitando la coda, davanti alla portiera della macchina, e attraverso il finestrino Noah vide Allie che salutava con un cenno della mano.Poi scese, accarezzò Clem sempre gongolante e si voltò per sorridere a Noah che avanzava verso di lei.Sembrava più rilassata, più fiduciosa, e al vederla lui avvertì un'emozione profonda.Diversa da quella del giorno precedente, però.Nuove sensazioni si sostituivano ai semplici ricordi.L'attrazione che Allie esercitava su di lui era diventata ancora più forte, ancora più intensa nel giro di poche ore, e lo rendeva un pò nervoso di fronte a lei. [...]Raggiunsero la canoa camminando fianco a fianco, un pò più vicini del giorno precedente. "Che cos'è esattamente questo posto?" "Lo vedrai" Non vuoi darmi nemmeno un indizio?" "Bè", disse Noah, "ricordi quando andammo in canoa per veder sorgere il sole?" "Ci pensavo proprio stamattina.Rammento che piansi per l'emozione" "Ti sembrerà una cosa banale in confronto a ciò che vedrai oggi" "Immagino che sia una visione straordinaria. Noah avanzò di pochi passi prima di rispondere. "Tu sei straordinaria", disse infine. Dal tono della sua voce, Allia intuì che avrebbe voluto aggiungere qualcos'altro.Ma non lo fece, e Allie sorrise prima di distogliere lo sguardo dal suo viso. [...]Noah spinse in avanti la canoa, mantenendola parallela al pontile.Allie sedette a prua, voltata verso la poppa.Noah disse che quella posizione le avrebbe impedito di godersi tutte le bellezze del paesaggio, ma Allie scrollò il capo, affermando che stava benissimo così. Era vero. Poteva cogliere a tratti le bellezze del fiume voltando la testa, ma quel che le interessava era tenere gli occhi fissi su Noah.Era venuta per vedere lui e nient'altro.Aveva la camicia mezza sbottonata e i muscoli del suo petto guizzavano a ogni colpo di pagaia.Aveva rimboccato le maniche e anche i muscoli delle braccia si gonfiavano ritmicamente.Con quella ginnastica quotidiana il suo fisico aveva raggiunto una forma perfetta. Mentre lo osservava, pensò che non dovevano essere molto diversi da lui i primi esploratori arrivati in quella zona. Ma nel mondo moderno, Allie non riusciva a immaginare qualcuno che gli somigliasse anche vagamente.Era un uomo complicato, addirittura contraddittorio sotto certi aspetti, e tuttavia semplice.Era un miscuglio straordinariamente erotico.In superficie sembrava un ragazzo di provincia, reduce dalla guerra, e forse era così che lui vedeva se stesso. E invece c'era molto di più.Forse la lettura della poesia l'avevareso diverso, o forse il merito doveva essere attribuito ai valori che suo padre gli aveva insegnato a rispettare.In ogni modo, sembrava che Noah assaporasse la vita più di chiunque altro, e Allie ne era stata attratta fin dal primo momento. "Che cosa stai pensando?" Avvertì un nodo allo stomaco mentre la voce di Noah la riportava al presente.Si rese conto che non aveva quasi aperto bocca da quando erano partiti, e apprezzò il silenzio che lui le aveva concesso.Un dono della sua sensibilità. "Penso a delle belle cose", rispose, e dallo sguardo di Noah capì che lui sapeva di essere l'oggetto di quei pensieri.Si augurò che a sua volta Noah pensasse a lei. Qualcosa le si stava muovendo dentro, come molti anni prima.Una sensazione risvegliata dal suo viso , dal suo corpo maschile in movimento.Mentre lo fissava, avvertì una vampata di calore salirle al collo e al petto e arrossì, distogliendo lo sguardo prime che Noah se ne accorgesse. "Siamo ancora lontani?" "Mezzo miglio circa, non di più". Una pausa.Poi Allie disse: "E' molto bello qui.Così pulito.Così tranquillo.Sembra di tornare indietro nel tempo" "In un certo senso è vero.Il fiume scorre in una foresta.Non c'è nemmeno una fattoria dalla sorgente fino a questo punto, e l'acqua è pura come la pioggia.Forse come lo è sempre stata de sempre" Allie si chinò verso di lui."Dimmi, Noah, qual'è il tuo ricordo più vivo dell'estate che abbiamo trascorso insieme?" "Ricordo quell'estate interamente" "Niente di particolare?" "No" "Oppure l'hai dimenticato?" Riflettè un minuto prima di rispondere e poi parlò a voce bassa, seria."No davvero.Ti sbagli.Tutti i momenti passati insieme mi si sono stampati nella memoria, e sono stati tutti meravigliosi.Non riesco a isolare un episodio più significativo degli altri.Un'estate perfetta, che dovrebbe toccare in sorte a tutti.I poeti spesso descrivono l'amore come un'emozione incontrollabile, che cancella la logica e il buon senso.E' accaduto anche a me.Non avevo previsto di innamorarmi di te, e immagino che nemmeno tu avessi previsto di innamorarti di me.Ma quando ci incontrammo, fu subito evidente che nessuno di noi due avrebbe potuto controllare quanto ci stava accadendo.Ci innamorammo nonostante le nostre differenze, e nacque tra noi qualcosa di raro e di stupendo.Secondo me, un amore così è unico nella vita, ecco perchè ogni minuto passato assieme è sigillato nella mia memori.Non me ne dimenticherò mai". Allie lo fissava con occhi sbarrati.Nessuno le aveva mai parlato così prima d'ora.Mai.Non sapeva che cosa dire e rimase in silenzio, il viso in fiamme. "Perdonami se ti ho messo in imbarazzo, Allie.Non intendevo farlo.Ma quell'estate è diventata parte della mia vita e lo sarà sempre.So che tra noi le cose sono ormai diverse, ma ciò non cambia i sentimenti che provai per te allora". Allie parlò con voce quasi sussurrante. "Non mi hai messo in imbarazzo, Noah...è solo che non ho mai sentito parole come queste.Ciò che hai detto è bellissimo.Ci vuole un poeta per parlare così, e tu sei l'unico poeta che io abbia mai incontrato". Un dolce silenzio scese su di loro.Un falco pescatore lanciò il suo grido in distanza, un muggine balzò sul pelo dell'acqua.La pagaia si muoveva ritmicamente, sollevò piccole onde che correvano via lungo i fianchi dell'imbarcazione.Il vento si era calmato, ma le nuvole si addensavano sempre più nere mentre la canoa procedeva verso la sua ignota destinazione. Allie avvertiva tutto, ogni suono, ogni pensiero.I suoi sensi si erano destati infondendole un'insolita enrgia, e ripercorse con la mente le ultime settimane.Rammentò l'angoscia che aveva preceduto il suo viaggio a New Bern.Lo shock provocato dall'articolo del giornale, in cui riconobbe Noah, le notti insonni, il suo cattivo umore durante il giorno.Ora la notte era svanita, completamente, sostituita da qualcos'altro che le suggeriva allegria mentre avanzava lungo il fiume sulla vecchia canoa rossa. Provava una profonda soddisfazione per essere venuta lì, era felice che Noah si fosse rivelato esattamente il tipo d'uomo che aveva immaginato, felice di poterlo sempre pensare così, per tutta la sua vita.Nel corso degli ultimi anni aveva conosciuto troppi uomini distrutti dalla guerra, o dall'età, o persino dal denaro. Ci voleva una grande forza per alimentare un'intima passione, e Noah ce l'aveva avuta... Chi mai a Raleigh, trovava il tempo per ristrutturare una casa?O per leggere Withman ed Eliot alimentando la propria mente con nuovi pensieri e immagini?O per contemplare l'alba da una canoa?Attività del genere non entusiasmavano certo la buona società di Raleigh, ma... ...Allie avrebbe voluto che non le disprezzassero, perchè rendevano la vita degna di essere vissuta. [...]Sebbene non potesse avere un rapporto "appassionato" con Lon, Allie si era convinta che la passione non è indispensabile per formare una coppia felice.Col tempo la passione si attenua, sostituita da valori come la comprensione e la capacità di adattamento.Lei e Lon possedevano queste doti, e presumeva di non aver bisogno d'altro. Ma ora non ne era più tanto sicura, mentre fissava lo sguardo su Noah che remava un'onda di sensualità da ogni suo gesto.Si accorse che stava pensando a lui in modo illecito per una donna fidanzata.Cercò di distrarsi contemplando il paesaggio, ma Noah era sempre davanti a lei con i suoi splendidi muscoli guizzanti, ed era difficile staccargli gli occhi di dosso. "Chiudi gli occhi", sussurrò lui, e Allie obbedì coprendosi il volto con le mani.Sentì il risucchio dell'acqua e capì che la canoa aveva abbandonato la corrente del fiume. "Okay", disse finalmente Noah dopo aver smesso di pagaiare."Adesso puoi aprirli". La canoa galleggiava al centro di un piccolo lago alimentato dalle acque del Brices Creek e - Allie lo notò con sorpresa - del tutto invisibile per chi navigasse lungo il fiume. La scena era spettacolare.Cigni della tundra e oche canadesi circondavano l'imbarcazione.A migliaia.Gli uccelli galleggiavano così vicini l'uno all'altro che in certi punti coprivano lo specchio d'acqua come un tappeto.Da lontano, i gruppi di cigni sembravano iceberg. "Oh, Noah!".Allie trovò finalmente la forza di parlare."Che meraviglia" Rimasero a lungo in silenzio, asservando gli uccelli.
Rimasero lì finchè si udì lontano il rombo di un tuon, attutito ma violento, e ambedue capirono che era tempo di rincasare. Noah pilotò la canoa fino al centro del fiume pagaiando con colpi sempre più energici.Allie era ancora sopraffatta dalla bellezza di ciò che aveva visto. "Noah, ma che fanno qui tanti uccelli?" "E' un mistero.So che i cigni, d'inverno, emigrano dal Nord fino al lago Matamuskeet, e adesso sono capitati in questa zona.Ne ignoro il motivo.Forse una precoce tempesta di neve li ha spinti a sud e hanno perso l'orientamento.Ma penso che ritroveranno la strada giusta per raggiungere la loro destinazione abituale. La pioggia incominciò a cadere.Gocce rade dapprima, e poi sempre più fitte.Un lampo...una pausa...e il rombo di un nuovo tuono.Più forte del precedente e dunque più vicino, forse sei o sette miglia di distanza.I muscoli di Noah guizzavano sotto lo sforzo dei colpi di pagaia progressivamente accelerati, e la pioggia aumentava. Gocce pesanti. Gocce che cadevano spinte dalla bufera... Gocce dure e violente...Noah remava...in gara con le intemperie...maledicendo se stesso...impotente di fronte a Madre Natura. Allie godeva di quei momenti e rovesciò il capo all'indietro perchè la pioggia le bagnasse il viso.Sapeva che in pochi minuti il suo vestito sarebbe stato inzuppato, ma non se ne curava.Si chiese se Noah l'avrebbe notato, e immaginò di si. Si passò le dita tra i capelli, si sentiva meravigliosamente bene, tutto era stupendo.Pur tra il fragore degli scrosci sentiva il respiro duro di Noah e quel suono la eccitò sessualmente come non le capitava da anni. [...]Raggiunsero la darsena pochi minuti dopo e Noah aiutò Allie a salire sul pontile.Poi salì anche lui e trascinò la canoa a riva, legandola a un palo per maggiore sicurezza. Quando rialzò lo sguardo su Allie, gli si mozzò il respiro.Era bellissima, serena e immobile, del tutto incurante della pioggia Noah poteva vedere la forma dei suoi seni sotto la stoffa del vestito che le si era incollato al suo corpo, i capezzoli eretti e duri come piccoli sassi.Sentì muoversi in lui un'onda di desiderio e subito si voltò, imbarazzato, e borbottò qualcosa mentre controllava la cima della canoa.Quando si rialzò, Allie lo sorprese prendendolo per mano.Nonostante la pioggia battente, avanzarono lentamente verso casa e Noah immaginò come sarebbe stata una notte trascorsa con lei. Anche la mente di Allie vibrava sulle stesse corde.Sentiva il calore della mano di lui e avrebbe voluto che le accarezzasse il corpo, scorrendo leggera sulla sua pelle.A quel solo pensiero sentì i capezzoli che le si indurivano di nuovo e un intenso calore tra le gambe.Si rese conto che qualcosa era cambiato da quando era arrivata lì.E sebbene non potesse identificare il momento esatto in cui ciò si era verificato - la sera prima, o quel pomeriggio in canoa, o tra i cigni del laghetto - sapeva di essersi innamorata di nuovo di Noah Taylor Calhoun e forse, solo forse, non aveva mai smesso di amarlo... Un velo di imbarazzo calò tra loro quando varcarono la soglia e si fermarono, gocciolanti, nell'atrio d'ingresso. "Hai portato dei vestiti per cambiarti?" Allie scrollò il capo, un'onda di emozione le impediva di parlare e si chiese se il suo viso rivelasse ciò che provava. "Ti troverò qualcosa.Forse ti andrà un pò largo, ma almeno ti scalderà". [...]Allie lo ringraziò e salì le scale sentento su di sè lo sguardo di lui che la seguiva.Entrò nella camera e chiuse la porta, posò gli indumenti asciutti sul letto e si spogliò completamente. Provò un brivido di piacere a sentirsi lì, nuda, nella stanza dove lui dormiva. Non aveva bisogno di una doccia dopo tanta pioggia e mentre si asciugava le parve che la sua pelle fosse più morbida, quansi rinvigorita. Tornò a pianterreno.Noah era nel soggiorno, accucciato davanti al camino mentre alimentava il fuoco appena acceso.Non la sentì arrivare e Allie lo osservò in silenzio.Si era cambiato anche lui e stava benissimo con la camicia ben tesa sulle spalle, i capelli che lgi sfioravano il collo, i jeans attillati. Spostò un ceppo e aggiunse altri trucioli.Allie si appoggiò allo stipite della porta, incrociò una gamba sull'altra e continuò a guardarlo.Dopo pochi minuti le fiamme cominciarono a divampare allegramente.Noah si voltò per sistemare la legna non ancora usata e vide Allie con la coda dell'occhio.Si rialzò di scatto per ammirarla.Anche con quei larghi calzoni addosso era bellissima.Dopo un attimo distolse imbarazzato lo sguardo per occuparsi di nuovo della legna. "Non ti ho sentita arrivare", disse con tono forzato disinvolto. "Lo so.L'ho fatto apposta".Sapeva ciò che Noah stava pensando e la intenerì quel suo atteggiamento da ragazzo. "Da quanto tempo sei lì?" "Un paio di minuti" Noah si pulì le mani sui calzoni e indicò la cucina."Posso portarti un tè?Ho messo l'acqua a bollire quando sei salita per cambiarti".Frasi banali, per tenere la sua emozione sotto controllo; ma perdio, vedersela davanti così... Allie esitò un secondo, vide come lui la fissava e si abbandonò all'istinto. [...]Tacque per un momento, il riflesso delle fiamme brillava nei suoi occhi color smeraldo.Poi disse."Ricordi il temporale che scoppiò poche sere prima che io partissi?Io e te seduti vicini..." "Certo che lo ricordo" Non ho mai smesso di pensarci quando sono tornata a casa.Ti rivedevo com'eri in quei momenti.Ti ho sempre ricordato così. "Sono cambiato molto?" Allie bevve un altro sorso di bourbon che la riempì di calore.Sfiorò una mani di Noah e rispose: "No, in realtà no.Non nelle cose essenziali.Sei un pò più vecchio, naturalmente, con più esperienza alle tue spalle, ma c'è sempre la stessa luce nei tuoi occhi.Leggi ancora poesie e navighi sui fiumi.E hai in te quella gentilezza d'animo che nemmeno la guerra è riuscita a distruggere". Noah riflettè su quanto lei aveva detto e avvertì la carezza della sua mano, il pollice che si muoveva in piccoli cerchi. "Allie, prima mi hai chiesto qual era il mio ricordo più vivo di quell'estate.E il tuo qual'è?" "Ricordo quando abbiamo fatto l'amore.Eri il mio primo uomo, ed è stato più meraviglioso di quanto avrei potuto immaginare". Noah bevve un sorso di bourbon, travolto dai ricordi, dalle antiche emozioni, e poi scrollò il capo.Tutto stava diventando troppo difficile.Allie continuò:"Rammento che tremavo per la paura, e al tempo stesso ero così eccitata.Sono felice che tu sia stato il primo.Sono felice di questa nostra esperienza comune. "Anch'io" "Pure tu avevi paura?" Noah annuì in silenzio e Allie sorrise per quella confessione implicita. "Ne ero sicura.Sei sempre stato timido, specialmente agli inizi.Un giorno mi hai chiesto se avevo un ragazzo, e quando ti ho risposto di si, non mi hai più parlato" "Non volevo in intromettermi tra voi due" "Ma alla fine lo hai fatto lo stesso, nonostate le tue buone intenzioni.E ne sono stata felice".Allie sorrideva. "Quando gli hai detto di noi?" "Dopo il mio ritorno a casa! "E' stato difficile?" "Nient'affatto.Ero troppo innamorata di te" Allie fece scivolare una mano nell'incavo del suo braccio, lo avvolse con dolcezza.Posò la testa sulla sua spalla.Mentre ricominciava a parlare Noah sentì il suo profumo, dolce e particolare come quello della pioggia. "Rammenti quando mi hai riaccompagnando a casa dopo la festa?Ti ho chiesto se volevi rivedermi e hai annuito senza dire una parola.Poco convinciente" "Non potevo farci nulla.Non avevo mai incontrato una ragazza come te, prima, e nono sapevo cosa dire! "Lo so.Ma non sei mai riuscito a nascondere i tuoi pensieri.Ti si legge tutto negli occhi.Hai i più begli occhi che io abbia mai visto" Si interruppe, rialzò il capo e lo fissò.Quando parlò, la sua voce era poco più di un sussurro. "Credo che in quella estate io ti abbia amato più di quanto abbia mai amato chiunque altro". Ancora la luce accecante di un lampo.Nei brevi attimi che precdevano il tuono i loro occhi si incontrarono e cercarono di tornare indietro nel tempo, cancellando quei quattordici anni perchè qualcosa di nuovo era accaduto il giorno prima. "Vorrei che tu avessi letto le lettere che ti ho scritto", disse. Allie tacque per un lungo minuto. "Ho anch'io delle responsabilità", disse infine. "Non te l'ho mai detto, ma ti scrissi una dozzina di lettere quando tornai a Raleigh.Però non le ho mai spedite" "Perchè?".Noah era stupito. "Forse perchè avevo troppa paura" "Di che cosa?" "Che questo amore non fosse profondo come lo immaginavo.Che tu mi avessi dimenticato" "Mai.Non avrei mai potuto dimenticarti" "Adesso lo so.Lo leggo nei tuoi occhi.Ma allora era diverso.C'erano tante cose che non capivo, tante cose che una ragazzina non riesce a chiarire" "E cioè?" Allie riflettè un attimo per riordinare le idee. "Quando vidi che le tue lettere non arrivavano, non sapevo cosa pensare.Rammento che parlai con la mia migliore amica di quello che era accaduto tra noi durante l'estate, e lei mi disse che avevi già ottenuto quel che volevi e non c'era da meravigliarsi se non ti interesseva scrivermi. Non volevo credere che tu fossi un uomo così, ma le parole dell'amica mi hanno costretta a riflettere su quanto eravamo diversi noi due, forse tu contavi per me molto di più di quanto io contassi per te...E poi, mentre tutti questi dubbi mi rodevanom Sarah mi scrisse che te n'eri andato a New Bern". "Fin e Sarah hanno sempre avuto il mio recapito a loro disposizione..." Allie lo bloccò con un gesto della mano."Lo so, ma non gliel'ho mai chiesto.Presumevo che tu avessi lasciato New Bern per iniziare una nuova vita senza di me.Altrimenti, perchè non avresti scritto?O telefonato?Potevi venire a Raleigh per rivedermi". Noah distolse lo sguardo senza rispondere, e Allie continuò: "Non sapevo più nulla di te e col tempo il dolore si attutì, pensai che avrei potuto dimenticarti.Ma negli anni seguenti, ogni volta che incontravo un ragazzo cercavo in lui qualcosa di te, e quando la nostalgia diventava troppo forte ti scrivevo un'altra lettera.Non le ho mai spedite per evitare una delusione.Forse avrei scoperto che amavi un'altra donna, e io invece mi aggrappavo al ricordo di come eravamo quell'estate, non volevo assolutamente perderlo". Pronunciò quelle parole con tanta dolcezza, con tanta innocenza, che Noah avrebbe voluto baciarla subito.Lottò invece contro il desiderio, convinto che Allie volesse da lui qualcos'altro.Eppure era tanto affettuosa, e quella mano che lo toccava... "La mia ultima lettere è di un paio d'anni fa.Dopo aver conosciuto Lon, scrissi a tuo padre per sapere dov'eri.Ma era passato tanto tempo, non sapevo nemmeno se tuo papà vivesse ancora qui,e poi la guerra..." S'interruppe su quelle parole e tacquero entrambi, immersi nei propri desideri.Poi, alla luce di un nuovo lampo, Noah ruppe il silenzio. "Vorrei che tu l'avessi spedita" "Perchè?" "Almeno per avere tue notizie.Per sapere che cosa era accaduto nella tua vita" "Ne saresti stato deluso.La mia vita non ha nulla di eccitante.Inoltre, forse non sono più quella che tu ricordi" "Sei molto meglio, Allie" "Grazie per il complimento" Noah avrebbe voluto aggiungere altro, ben sapendo che solo sigillando le parole dentro di sè avrebbe potuto mantenere il controllo, lo stesso controllo esercitato per quattordici anni.Ma un'emozione nuova lo costrinse a cedere con la speranza che, in qualche modo, fosse possibile recuperare il miracolo di tanto tempo prima. "Non era un complimento.Ho detto quel che penso perchè ti amo e ti ho sempre amata.Più di quanto tu immagini" Il fuoco scoppiettò lasciando scintille verso la cappa del camino, ed entrambi fissarono i resti semicarbonizzati dei ceppi sulle braci roventi.Ci volva altra legna, ma nessuno dei due si mosse.Allie bevve un pò di bourbon e cominciò a sentirne gli effetti.Me non era soltanto l'alcol che la induceva a stringersi a Noah e al calore del suo corpo.Guardò verso le finestre, le nuvole erano sempre più nere. "Devo alimentare il fuoco", disse Noah, e Allie gli permise di alzarsi.Lui si avvicinò al camino, spostò lo schermo parascintille e gettò sulla brace due pezzi di legna, sistemandoli con l'attizzatoio perchè bruciassero meglio. Le fiamme divamparono di nuovo e Noah tornò accanto ad Allie chCe si raggomitolò la testa sulla spalla, come prima, e accarezzandogli il petto con mano leggera, senza parlare.Noah si chinò per sussurrarle all'orecchio:"Mi sembra che siamo tornati indietro nel tempo, quando eravamo giovani". Allie sorrise poichè pensava la stessa cosa, e per qualche minuto fissarono il fuoco in silenzio, stretti l'uno all'altra. "Noah, tu non me l'hai mai chiesto, ma devo dirti una cosa" "E sarebbe?" "Non c'è mai stato un altro uomo.Non solo tu sei stato il primo.Sei stato anche l'unico.Non mi aspetto che tu mi dica la stessa cosa, ma volevo tu lo sapessi". Noah rimase in silenzio.Allie si godeva il calore del fuoco.Accarezzò i muscoli di lui sotto la camicia, solidi e compatti.Rammentò come si erano stretti così l'uno all'altra durante quello che pensavano fosse stato il loro ultimo incontro.Allora sedevano accanto a una diga che doveva imbrigliare le acque del fiume Neuse.Allie piangeva perchè forse non si sarebbero mai più rivisti, e forse lei non sarebbe più stata felice.Anzichè parlarle, Noah le fece scivolare in mano un biglieto che Allie lesse tornando a casa.L'aveva conservato, e di quando in quando lo rileggeva tutto o in parte.C'era un brano in paricolare, il più toccante, che le riaffiorò alla memoria in quel momento.Diceva così: Questa separazione ci fa tanto male perchè le nostre anime sono legate l'una all'altra.Forse lo sono sempre state e lo saranno sempre.Forse abbiamo vissuto mille vite prima di questa e in ciascuna ci siamo incontrati.E forse, ogni volta, siamo stati costretti a sapararci per le stesse ragioni.Perciè questo è un addio che dura diecimila anni e prelude a quelli a venire.Quando ti guardo, vedo la tua bellezza e la tua grazia e so che sono andate via via crescendo in ciascuna delle tue vite.So anche che in ciascuna delle mie vite sono andato alla tua ricerca.E cercavo proprio te, non qualcuna che ti somigli, perchè la tua anima e la mia devono sempre riunirsi.E poi, per ragioni che nessuno di noi capisce, siamo costretti a dirci addio.Vorrei dirti che tutto andrà benissimo, e giuro che farò il possibile perchè ciò accada.Ma se non ci incontrassimo più e questo fosse un vero addio, so che ci rivedremo in un'altra vita.Ci incontreremodi nuovo, e forse il volere delle stelle sarà cambiato e potremo amarci tanto da compensare tutte le separazioni precedenti. Tutto era perfetto.Il fuoco del camino, il bourbon, il temporale - non si poteva desiderare di più.Come per incanto, gli anni di separazione non contavano nulla.Un lampo lacerò il cielo, le fiamme danzavano diffondendo tepore, le pioggia d'ottobre batteva contro i vetri soffocando ogni altro suono.Crollò allora il muro di resistenza edificato nel corso di quattordici anni.Allie sollevò il capo dalla sua spalla, lo fissò con gli occhi annebbiati e Noah le posò un bacio leggero sulle labbra.Allie avvicinò la mano al volto di lui e gli accarezzò la guancia con la punta delle dita.Noah la baciò di nuovo, sempre con immensa tenerezza, e Allie lo ricambiò, mentre la lunga separazione si dissolveva nella passione.Allie socchiuse le labbra mentre Noah le accarezzava le braccia lentamente, con tocco leggero.Poi la baciò sul collo, sulle guance, sulle palpebre, lasciandovi una traccia umida della sua bocca.Allie gli prese una mano e la guidò verso i suoi seni, le sfuggì un gemito quando sentì un tocco di lui attraverso la stoffa.Poi, muovendosi come in un sogno, il viso illuminato dal riflesso delle fiamme, si staccò da lui e in silenzio cominciò a sbottonargli la camicia.Noah ascoltava ogni suo respiro mentre le sue dita scendevano sempre più in basso, gli sfioravano la pelle ogni volta che slacciavano il bottone.E quando la camicia fu completamente aperta le mani di Allie scivolarono dentro, con carezze leggere esplorarono il suo viso, indugiarono sui peli del suo petto.Poi gli baciò il collo mentre faceva scivolare la camicia giù dalle spalle e rialzò il capo per consentire che lui la baciasse. Noah si liberò completamente della propria camicia, poi con un gesto sicuro sollevò la camicia di lei e dopo averle accarezzato dolcemente il ventre gliela sfilò facendole alzare le braccia.Allie si sentì mozzare il fiato quando Noah la baciò nell'incavo dei seni e fece correre lentamente la lingua fino al suo collo.Le mani di lui le accarezzavano la schiena, le spalle, le braccia e i loro corpi caldi si avvinghiarono, pelle contro pelle.Allie sollevò il bacino perchè Noah le sfilasse i calzoni, e allungò la mano per aprire la lampo dei jeans di lui, che si liberò di quell'ultimo indumento.I loro corpi finalmente nudi si riavvicinarono piano, quasi muovendosi al rallentatore, e quando si unirono tremavano entrambi nel ricordo di ciò che era accaduto un tempo. La lingua di Noah indugiava sul suo collo mentre le mani di lui le accarezzavano il corpo, dai seni al ventre, e più sotto dell'ombellico e di nuovo verso l'alto.La bellezza di Allie lo ammaliava.I suoi capelli umidi attiravano i bagliori del fuoco e sembravano sprizzare scintille.La sua pelle era morbida e luminosa.Sentì le mani di lei premere sulla sua schiena, quasi per sollecitarlo.Giacevano accanto al camino e il calore addensava l'aria.Allie arcuò la schiena mentre Noah rotolava su di lei con un unico movimento fluido e le stringeva i fianchi tra le sue ginocchia.Lei sollevò il capo per baciargli il mento e il collo, respirando con un affanno, poi leccò le sue spalle e il suo sudore salmastro, gli passò le mani nei capelli per attirarlo verso di sè, lottando contro la tensione dei suoi muscoli.Ma Noah opponeva resistenza.Si limitò ad abbassare il proprio petto su quello di lei, soffregandolo piano, ancora e ancora, poi baciò ogni parte del suo corpo mentre Allie vibrava di desiderio nell'attesa e si lasciava sfuggire brevi gemiti di piacere.Continuarono così finchè capì che Allie non avrebbe più retto, e quando finalmente si unirono lei lanciò un grido e gli affondò le dita nella schiena.Poi nascose il viso sulla sua spalla mentre lo sentiva penetrare a fondo dentro di lei, forte e gentile, carne e anima.Cominciò a muoversi ritmicamente lasciando che Noah la guidasse dove voleva, nel luogo tanto atteso e sognato.Poi aprì gli occhi e alla luce del fuoco contemplò la bellezza di quel corpo che si muoveva su di lei.Vide il sudore condensarsi sul suo petto in gocce di cristallo che a volte cadevano su di lei come la pioggia là fuori.E a ogni goccia, a ogni respiro, Allie sentiva che ogni sua responsabilità, ogni sfumatura della sua vita scivolava via nel nulla.I loro corpi vibravano per l'interscambio di tutto ciò che ciascuno di loro prendeva e donava e Allie fu colmata dalla pienezza di una sensazione che non avrebbe mai creduta possibile, e sembrava prolungarsi all'infinito finchè si spense lasciandola tremante tra le braccia di lui.Ma subito dopo qualcosa si risvegliò di nuovo, Allie fu sommersa da lunghe onde che si succedevano sempre più rapide.Quando la pioggia cessò e un pallido sole al tramonto apparve tra le nuvole, il corpo di Allie era esausto, ma restio a concludere quel meraviglioso amplesso.Trascorsero le ore seguenti l'uno nelle braccia dell'altra, a volte facendo l'amore e a volte immobili, fissando le fiamme.Noah le recitò qualcuna delle sue poesie predilette e Allie lo ascoltava a occhi chiusi, quasi sfiorando ogni parola con la mente.Quando si sentivano pronti, e si univano di nuovo, Noah le sussurrava brevi frasi d'amore.Continuarono così per tutta la sera, recuperando il tempo perduto in tanti anni di separazione, e dormirono avvinghiati.Di quando in quando Noah si svegliava, contemplava il corpo di lei esausto e radioso, e aveva l'impressione di vivere in un modno perfetto.Mentre la stava osservando così, alle prime luci dell'alba, Allie socchiuse gli occhi, sorrise e alzò una mano per accarezzargli il viso, ma Noah le pose un dito sulle labbra per impedirle di parlare e rimasero a lungo in silenzio.Quando il nodo che gli stringeva la gola finalmente si sciolse, Noah le sussurrò: "Sei l'esaudimento di ogni mia preghiera.Sei un sogno, una musica, e non so come mi sia stato possibile vivere tanto a lungo senza di te.Ti amo, Allie, più di quanto tu immagini.Ti ho sempre amato.Ti amerò sempre". "Oh, Noah", disse Allie attirandolo su di sè.Lo voleva, aveva bisogno di lui più che maie più di qualunque cosa avesse mai desiderato.
[...]
Erano quasi le due quando presi dalla scrivania un pacco di buste ingiallite dal tempo.Slegai il nastrino, anch'esso vecchio di cinquant'anni, e trovai le lettere che la madre di Allie aveva nascosto tanto tempo fa.E accanto a esse molte altre.Una vita di lettere che gridavano il mio amore, che partivano dal mio cuore.Le sfogliai cogliendo una frase qua e là, e infine scelsi la lettera del nostro primo anniversario. Ne leggo un estratto: Mentre ti osservo in questi giorni, ti muovi lentamente con una vita che cresce dentro di te, spero che tu sappia quanta importanza tu abbia per me, e come sia stato speciale questo anno.Mi sento il più fortunato degli uomini e ti amo con tutto il mio cuore. De pongo il foglio, frugo nel mucchio, trovo un'altra lttera che risale a una fredda sera di trentanove anni prima. Seduto accanto a te, mentre la nostra bambina più piccola cantava stonando nel coro di Natale, ti guardavo e vedevo l'orgoglio materno che nasce solo da una grande profondità di sentimenti.Per me tu sei una vera benedizione. E dopo la morte di nostro figlio, quello che somisgliava a sua madre...fu il periodo più duro ch dovemmo affrontare e leggo le parole che ancora oggi suonano strazianti: Nel tempo del dolore ti stringo a me e ti cullo e faccio mia la tua pena.Piango quando tu piangi e mi ribello quando ti ribelli.Insieme cerchiamo di arginare i fiumi di lacrime e le onde di disperazione per proseguire insieme nella strada accidentata della vita. Mi sforzo di trattenere le lacrime, sfoglio altre lettere per distrarre la mia mente, e trovo quella scritta in occasione del nostro secondo anniversario, propiziatrice di più dolci memorie: Tesoro, quando ti vedo al mattino prima di fare la doccia, o nel tuo studio con le mani macchiate di pittura e i capelli arruffati e gli occhi stanchi, so che sei la donna più bella del mondo. Continuava così, questa corrispondenza di vita e d'amore, con pagine a volte tristi ma per lo più confortanti e piene di calore.Alle tre, esausto, ero arrivato all'ultima lettera della pila, l'ultima che le avevo scritto, e sapevo che avrei dovuto continuare.Sfilai dalla busta due fogli, presi il primo e lo sistemai sotto il fascio di luce della lampada per leggerlo meglio: Carissima Allie, nel portico silenzioso giungono solo vaghi suoni che emergono dalle ombre, e per la prima volta non ho più parole per esprimermi.E' una strana esperienza per me, poichè quando penso a te e alla nostra vita ho tante cose da ricordare, nella mia memoria si affollano mille episodi, ma non so se sarò capace di ricatturarli.Non sono un poeta, purtroppo, mentre solo con una poesia riuscirei a dirti che cosa provo per te.Allora la mia mente divaga, si riaggancia al presente, a questa mattina quando preparavo il caffè in cucina.C'erano Kate e Jane che tacquero quando mi videro entrare.Vidi che avevano pianto, mi sedetti accanto a loro in silenzio e strinsi le loro mani.E sai che cosa vidi guardandole? Vidi te com'eri tanto tempo fa, il giorno del nostro addio.Le ragazze somigliavano a te in quel momento, bellissima e sensibile e ferita dalla pena che ci coglie quando perdiamo qualcosa di molto caro.E per una ragione che non saprei definire provai l'impulso di raccontare loro una storia.Chiamai Jeff e David, poichè anche loro sono qui in casa, e quando furono tutti e quattro attorno al tavolo cominciai a parlare.Raccontai come tu eri tornata da me tanto tempo fa.Descrissi la nostra passeggiata, e la cena con i granchi, e loro ascoltavano, sorridendo della gita in canoa e della serata trascorsa davanti al camino acceso col temporale che imperversava fuori.La visita di tua madre, giunta ad avvertirci dell'avviso di Lon, li sorprese come aveva sorpreso noi allora - e si, cara, narrai ciò che accadde quello stesso giorno, quando tu tornasti in città.Questa parte della storia è sempre viva nel mio ricordo, anche se tanto tempo è passato.Sebbene io non fossi presente, e tu mi abbia descritto la scena una sola volta, non cesso di stupirmi per la forza di cui hai dato prova quel giorno.Non riesco a immaginare che cosa avevi in mente quando sei entrata nell'albergo e hai visto Lon, e nemmeno il tuostato d'animo durante la nostra conversazione.Mi hai detto che lasciaste l'albergo per sedervi su una panchina presso la vecchia chiesa metodista e che lui ti stringeva la mano, anche se gia gli avevi spiegato che saresti rimasta con me.So che gli volevi bene, e la sua reazione dimostra che te ne voleva anche lui, sebbene non potesse accettare di perderti.E come avrebbe potuto?Persino gli dicevi che mi avevi sempre amato e volevi comportarti lealmente, lui continuava a stringerti la mano.Era ferito e furibondo, e per quasi un'ora cercò di farti cambiar parere, ma quando ti alzasti per dirgli con voce ferma: "Non posso tornare da te, perdonami", capì che avevi presa la tua decisione.Mi hai detto che si limitò ad annuire e rimaneste a lungo seduti l'uno accanto all'altra senza parlare.Mi sono sempre chiesto che cosa provasse Lon in quei momenti, e sono sicuro che soffriva come avevo sofferto io poche ore prima.E quando finalmente ti accompagnò alla macchina, ti disse che io ero un uomo fortunato.Si comportò come un vero signore, e capii perchè la tua scelta era stata difficile.Quando terminai il mio racconto, nella stanza regnò un lugno silenzio finchè Kate si alzò e mi abbracciò."Oh, papà", disse con le lacrime agli occhi, e sebbene mi aspettassi di rispondere alle loro domande, nessuno me le pose.Mi offrirono invece qualcosa di molto speciale.Nelle quattro ore seguenti, mi hanno spiegato quanto siamo stati importanti noi due perchè li abbiamo aiutati a crescere nel modo migliore.Ciascuno di loro ha rievocato episodi che aveva dimenticato da tempo e alla fine io piangevo perchè mi rendevo conto che tu e io siamo stati davvero dei bravi genitori.Sono fiero dei miei figli, fiero di te, e felice per la vita che abbiamo vissuto.Nulla riuscirà a sottrarcela.Mai.Rimpiango solo che tu non fossi lì a condividere le nostre emozioni.Ora se ne sono andati e io mi dondolo in silenzio sotto il portico, ripercorrendo gli anni trascorsi assieme.Non so che cosa sarebbe accaduto se tu non fossi tornata da me quel giorno, ma ho la certezza che sarei vissuto e morto con dei rimpianti che grazie al cielo ignorerò per sempre.Ti amo, Allie, perchè grazie a te sono l'uomo che sono.In te si concentrano tutte le mie ragioni di vita, tutte le mie speranze, tutti i miei sogni, e qualunque cosa ti accada in futuro, ogni giorno trascorso sarà il più bello della mia esistenza.Io sarò tuo per sempre. E tu, tesoro, sarai sempre mia.
Noah
July 17 Jason Mraz
Per coloro che hanno avuto la fortuna di vivere il sogno..."I'm yours", colonna sonora della rappresentativa lucana 2008
July 09 Le pagine di un sogno
Spesso si dice che i sogni non coincidano mai con la realtà, per una volta però cazzo questa affermazione è sbagliata...29/06/08-06/06/08: IL SOGNO...LA REALTA'! Qualcosa di unico, non di raro, di ineffabile, di emozionante, un'esperienza che capita a pochi, ops, scusate ragazzi, è capitata solo a noi, noi delle rappresentative 2008 maschile e femminile della basilicata...si ragazzi, solo il nostro è stato un sogno, reso tale da tutte quelle persone che viaggiavano su quello strano pullman verde guidato da liga...TROFEO DELLE REGIONI 2008, SARDEGNA: 5° posto per la Basilicata, il più alto in 25 anni..Un'esperienza fatta di rimpianti, di felicità, di litigi, di incomprensioni, di emozioni, di persone speciali, le uniche che avrebbero potuto rendere tutto questo un SOGNO...Cazzo ragazzi, E' FINITA, è finito il sogno, ricordo ancora tutte le nostre facce a Potenza, lacrime, sorrisi, eravamo inseparabili, siamo inseparabili...si, perchè da SABATO FINO A LUNEDI' DI NUOVO TUTTI INSIEMEeEeE...Andiamoooooooooooooooooooooooo...
Rappresentative della Basilicata, Trofeo delle regioni 2008 Sardegna... ...Persone speciali... S U L E M A N I S I A M O L U C A N I
Rappresentativa maschile...5° posto:
IL SOGNO June 27 The bests...I'm yours-Jason Mraz---->ED E' PROPRIO QUESTA LA COLONNA SONORA DELLA RAPPRESENTATIVA REGIONALE MASCHILE DELLA BASILICATA 08
...PREPARATE LE VALIGIE...SI VA IN SARDEGNA... June 07 Le pagine della nostra vita![]() - Noah: Perché io voglio te... Io voglio tutto di te, per sempre... Io e te, ogni giorno della nostra vita... Vuoi fare una cosa per me, per favore? Prova ad immaginare la tua vita... Fra 30 anni, 40 anni... Come sarà? Se la vedi con lui vai, vai! Te ne sei andata una volta, sopravviverò anche la seconda, se è quello che realmente vuoi... Ma non scegliere la strada più facile...
- Allie: Quale strada facile? Non esiste una strada facile... Comunque finisco per ferire qualcuno... - Noah: Smettila di pensare a quello che vogliono gli altri! Non pensare a quello che voglio io, a quello che vuole lui o a quello che vogliono i tuoi... Tu cosa vuoi...? Che cosa vuoi...? -Noah: Chiedimi chi vuoi che io sia e io lo sarò per te.
-Lei: Tu sei pazzo! -Noah: Posso esserlo. -Allie: "Perché non mi hai scritto? Perché? Non era finita per me... ti ho aspettato per 7 anni e adesso è troppo tardi".
-Noah: "Ti ho scritto 365 lettere... ti ho scritto tutti i giorni per un anno" -Allie: "Tu mi hai scritto?" -Noah: "Sì... non era finita... e non è finita neanche ora..." ![]() L'amore più bello è quello che risveglia l'anima e che ci fa desiderare di arrivare più in alto, quello che incendia il nostro cuore e porta la pace nella nostra mente.
Questo è quello che tu mi hai dato ed è quello che speravo di darti per sempre. ![]() Nel tempo del dolore ti stringo a me e ti cullo e faccio mia la tua pena. Piango quando tu piangi e mi ribello quando ti ribelli. Insieme cerchiamo di arginare i fiumi di lacrime e le onde di disperazione, per proseguire insieme nella strada accidentale della vita.
"Il crepuscolo -pensai allora- è solo un'illusione, perché il sole è sempre così sopra o sotto la linea dell'orizzonte. Ciò significa che il giorno e la notte sono legati come poche altre cose al mondo, non possono esistere l'uno senza l'altro e tuttavia non possono esistere insieme. Come ci si può sentire, pensai, quando si è sempre uniti e sempre divisi?"
"Mentre ti osservo in questi giorni ti muovi lentamente con una vita che cresce dentro di te spero tu sappia quanta importanza tu abbia per me, e come è stato speciale questo anno. Mi sento il più fortunato degli uomini e ti amo con tutto il cuore."
"Solo chi si sente a proprio agio in compagnia di un altro può fare a meno di parlare."
![]() "Secondo me un amore così è unico nella vita, ecco perchè ogni minuto passato insieme è sigillato nella mia memoria.Non me ne dimenticherò mai."
May 27 Il centro del mondoPortami dove mi devi portare Africa, Asia o nel primo locale fammi vedere che cosa vuol dire partire davvero Portami dove non posso arrivare dove si smette qualsiasi pudore fammi sentire che cosa vuol dire viaggiare leggeri Sei sempre così il centro del mondo il viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno Portami ovunque portami al mare portami dove non serve sognare chiedemi il cambio solo se devi, sei brava a guidare e dopo portami oltre che lo sai fare dove sparisce qualsiasi confine fammi vedere che cosa vuol dire viaggiare col cuore Sei sempre così il centro del mondo il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo sei sempre così il centro del mondo ti prendi il mio tempo ti prendi il mio spazio ti prendi il mio meglio Portami dove mi devi portare Venere,Marte o altri locali fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero Sei sempre così il centro del mondo il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo sei sempre così il centro del mondo ti prendi il mio tempo ti prendi il mio spazio ti prendi il mio meglio April 21 Radio 107.3..sull'altro lato della lunaE tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa, tutte sono andate vissute, e tutte, in un modo o nell’altro, servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei, e non c’è niente di meglio al mondo. Pause, rewind, play, e ancora e ancora e ancora, non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare, a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando li ascolti, beh, non avere paura, è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita. FM 107.3 Radio Caos, il tuo BPM, tutto il resto è rumore bianco. ...Ciccio&Ciccio...Ciao a tutti...cm va? Spero tutto bene...Cosa vi devo dire...Stamattina ragazzi il duetto è tornato...mamma mia...Ciccio&Ciccio...sono bastati un giro, 5 minuti sulla panchina...per dire...E TUTTI TACEVANO...SiAmO gRaNdIiIiIi......E uNiCi !!
C&C, the best !! February 09 ..aspetta..Non smettere mai di cercare la persona giusta per te...
Aspetta la persona che non dice nulla anche quando le sbatti il telefono in faccia,
che rimane sveglia solo per guardarti mentre dormi. Aspetta la persona che ti bacia la fronte, che ti vuole mostrare al mondo orgogliosa
anche se sei in tuta, che ti tiene la mano di fronte agli amici. Aspetta la persona che ti ricorda continuamente quanto ci tiene a te e quanto è fortunata ad
averti.
Aspetta la persona che si gira verso i suoi amici dicendo '... è lui'. January 26 ..mmmm..Salve...ragazzi in questi giorni mi manca l'ispirazione poetica...ma resta il fatto che
... January 20 ..grazie..Ringrazio le persone che mi hanno dato un consiglio su quest'ultimo intervento...le migliori a quanto pare !!.. ..momenti di sfogo..Sono appena tornato, e sono sempre più annoiato; ogni giorno dico a me stesso: ma che cazzo ci faccio io qui ??!!...Poi mi rendo conto che mancano due anni per scappare via di qui…Ringrazio ancora i miei amici (lo farò continuamente), veri amici, della pallavolo, e soprattutto il mio fratellone, unico, speciale, presente in ogni momento, e…tuost!!..Gli unici di cui non potrei fare a meno..Stasera sono proprio incazzato e scocciato al massimo, ed ho tanta voglia di sfogarmi…Proseguo col dire basta al francesco lunatico di sempre, che non sa neanche lui che cazzo vuole dalla vita…Ora voglio solo divertirmi con i miei amici, e, soprattutto, con il mio fratellone...Notte a tutti !!..bacioni…
ps: fanculo al passato...si ricomincia !! January 19 ..volley day..Ragazzi domani il volley day...sn sicuro che ci divertiremo un mondo, soprattutto con il mio fratellone...Sisto è ancora convinto che io metterò quella specie di cappello, ma nn ha capito proprio niente....... January 16 Ricorda....
1.Al mondo ci sono almeno due persone che morirebbero per te;
January 10 Qualcuno specialeTi criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile incontrare Qualcuno al quale TU possa andare bene così come sei. Quindi: vivi come ti dice il cuore... Fai tutto ciò che senti di buono...una vita è un'opera di teatro senza prove generali! Quindi: canta, ridi, balla, vivi intensamente ogni momento della tua Vita. Prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi. Charlie Chaplin disse che: 'ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un'ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una Vita per dimenticarla' January 06 (05/01/08)..serata stupenda..Salope a tutti !!..Credo sia arrivato il momento di arricchire questo blog….e lo farò riprendendo la serata di ieri (05/01/08),stupenda….Siamo stati dalle ore 18.40 alle ore 23.15 alla sede con pierpaolo, che si divertiva a smentire quel “bugiardo” di zukkina, mattia, andrea, g.negro e gianni, il quale, a fine serata, è stato molto impegnato ad osservare le pesche di qualcuna….Ragazzi, Zelig ci fa un baffo !!............”Ma se buffon fa il mediano allora ligabue fa il portiere ??!!..ma certo !!”….Poi, poi, ad un certo punto della serata, arriva una persona molto ma molto prevedibile con aria fredda e “”indifferente””….No problem, dopo aver mangiato una pizza con le “melanzane”, per farla sciogliere è bastato dirle: ci andiamo a fare un giro ??!!....Così, dopo aver fatto più di un giro nel corso, siamo tornati alla sede, dove abbiamo continuato a ridere, a bere “”aranciata””, gianni ad essere impegnato, e la serata si è conclusa con le confessioni di zukkina a pierpaolo fuori dalla sede…….. Oggi la partita Pisticci – Villa d’Agri….mi raccomando, tutti in palestra a Pisticci alle ore 19.00………..Dai ragazzi che oggi si vinceeeee !!!!Un salupissimo a tutti !!....bacioni........e mi raccomando, non dite le bugie..!!!!....Uagliù, oooo, sciamn sciamn !!!!....January 02 There isi've given a lot of thought on this thirteen hour drive I miss the grinded concrete where we sat past eight or nine and slowly finished laughing in the glow of our headlights i've given a lot of thought to the nights we used to have the days have come and gone, our lives went by so fast I faintly remember breathing, on your bedroom floor where i laid and told you, but you swear you love me more do you care if I, don't know what to say will you sleep tonight, or will you think of me will I shake this off, pretend it's all o.k. that there's someone out there, who feels just like me, there is those notes you wrote me, i've kept them all i've given a lot of thought of how to write you back this fall with every single letter, and every single word there will be a hidden message, about a boy that loves a girl do you care if I, don't know what to say will you sleep tonight, or will you think of me will I shake this off, pretend it's all o.k. that there's someone out there, who feels just like me, there is do you care if I, don't know what to say will you sleep tonight, or will you think of me will I shake this off, pretend it's all o.k. that there's someone out there, who feels just like me do you care if I, don't know what to say will you sleep tonight, or will you think of me will I shake this off, pretend it's all o.k. that there's someone out there, who feels just like me, there is |
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